Blogos
scribere mainstreamandum est! Habemus blog! Ebbene sì, dopo anni che mi
sorbisco blog su qualunque cosa da parte di qualsiasi persona, ed eppur
criticando l’efferata voglia grafomane dell’ultimo decennio, dalle tredicenni
ai politologi della domenica, passando per gli amici dei gatti, mi rendo conto
che, ahimè, ho troppe cose da dire per tacere del tutto.
Un mio
professore del liceo, di quelli che non si dimenticano, disse che “Nonostante
che questa sia etichettata sempre come la società dell’immagine, la gente non fa
altro che scrivere a fiumi”. Sarà una psicanalizzabile repressione di
personalità, ma c’è sempre gente che ha bisogno di dire qualcosa ad altra
gente; poco bisogno di ascoltarne: o sarà che se ne ascolta troppa.
Ma comunque,
siccome una curiose propensione alla cieca partecipazione civile mi ha sempre
portato anche in curiose circostanze, che vale la pena di raccontare, consacrerò
questo strumento a tale fine.
Al tempo
stesso, ben desideroso di non fare il Volusio della situazione, limiterò la
lunghezza degli interventi, in modo che siano letti senza tedio.
(Come
primo post del primo giugno, ci può anche stare)
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