venerdì 22 novembre 2013

Il gioco delle 3 carte

Ho parlato con molti simpatizzanti per Renzi che vedono Civati come un elemento di rottura, di rottamazione, di svecchiamento, per come si pone nei confronti degli apparati di partito, per come si libera dai nostalgismi e guarda ad un futuro di sinistra moderna, senza rifarsi bovino a posizioni ideologiche. 

Frase tipo "Civati è bravo, ma Renzi è l'unico che può vincere, e questa rottamazione ci vuole"


Ho altresì parlato con molti simpatizzanti per Cuperlo, che vedono Civati come un uomo che non rinnega le sue tradizioni di sinistra, ha un'identità ben chiara ed una storia, ha un concetto di militanza, di partito e di comunità di partito molto vicino a quella dimensione storica dei partiti di sinistra. Un uomo che non ha paura di prendere posizioni per l'uguaglianza e la giustizia sociale senza se e senza ma. 


Frase tipo "Civati è bravo, ma Cuperlo è l'unico che, anche se con difficoltà, potrà battere Renzi ed evitare la deriva a dx"


Secondo costoro Civati ha fatto male a non schierarsi con i rispettivi candidati, decidendo di andare a schiantarsi da solo.

Ritengo invece sia inevitabile vada da solo: è la sintesi hegeliana delle due posizioni , è forse colui che può rappresentare a pieno titolo ora come ora l'anima del PD tutto, per citarlo "da Prodi a Rodotà.

E se gli elettori alle primarie non lo capiranno, un'occasione preziosa di (ri)fondare veramente ed in meglio il Partito Democratico italiano sarà inevitabilmente sfumata