sabato 23 febbraio 2013

Riflessioni pre elettorali

L'altro ieri, volantinando in piazza, sono stato investito dall'epifania dell'antipolitica. Una ragazza, amica di amici, mi ha voluto dire cosa pensasse della politica attuale, con onestà e sincerità, senza nessun astio, caduto ormai il muro di quell'incomunicabilità da volantinaggio. Ma un altro muro si frapponeva: i parlamentari erano arricchiti inevitabilmente "castati", insensibili al popolo che se lo prende a prescindere nel culo, i programmi vuote promesse che si dà per scontato non verranno mantenuti, gli schieramenti dell'emiciclo qualcosa di percepito e non negato, ma evanescente. Completamente vani i tentati di infrangere queste evangeliche convinzioni; convinzioni che non venivano neanche concettualizzate nel grillismo, e neppure davano vita a posizione estremiste, di lotta o di rivolta sociale, che avrebbero legittimità. E neanche il rifiuto aristofanesco o anarchista del potere: leggevo lo sconcerto nei suoi occhi quando seppe che volantinavo al gelo non per soldi, ma perché "cri credevo".

Questo il futuro e l'Italia non che odio, ma che temo, che mi fa temere di ciò che verrà.

Ieri invece in serata mi ha chiamato un mio conoscente di un'altra città, appena maggiorenne; si era sempre disinteressato di politica, ma all'improvviso, vedendosi avvicinare il diritto al voto, ha capito che era il di esercitarlo; complice un professore illuminato, ha iniziato ad informarsi, discutere coi compagni, leggere i programmi ed andare agli incontri coi candidati. Ed ha voluto chiamarmi dicendo che aveva scelto, e che era felice di poter esercitare il suo diritto consapevole ed informato.

Questo invece mi ha dato speranza nel futuro, questi sono i buoni semi per il futuro.

Ho le mie preferenze, palesi su fb, ma non mi interessa per chi votate. Il mio vero appello è: votate pensando al proprio futuro, ed al futuro delle persone care, degli amici, dei conoscenti e dei connazionali, italiani ed europei. Votate il futuro, votate un'idea di futuro, votate dei progetti. Non votate la simpatia, la cialtroneria, leggi e rimborsi facili, o il "tanto vale..". Se non vi sentite rappresentati da nessuno, votate scheda bianca ed interrogatevi su cosa ha bisogno il paese e ragionate su cosa potere fare nel vostro piccolo per il bene collettivo. Se non credete nella democrazia, non votate proprio, non menatelo di non votare ma offrite un modo di governo migliore che sia funzionale, e perseguite nei limiti democratici il bene comune. Suona un po' come un 'applicazione laica di "se tutti fossimo buoni cristiani, le cose andrebbero meglio", lo vuole in parte essere.

Ora mi rinchiudo nel silenzio elettorale di sabato pomeriggio, all'alba delle 14.30.

Buon voto, e buon futuro!