sabato 7 dicembre 2013

Un po' di (doveroso) miele

Finisce stasera la più bella campagna elettorale che per ora abbia mai fatto

Entusiasmo, allegria, voglia di vivere e di crederci: i veri ingredienti perché la sinistra viva, e vinca

Silurato Prodi ed incoronato Napolitano, notti insonni di disperazione mi consigliarono di mollare tutto. Ma il progetto di Giuseppe Civati mi ha svegliato dalla disperata insonnia.

Il lumicino di speranza nella nebbia si è fatto fiaccola, e la fiaccola falò. In questa fresca notte di dicembre vedo, e sento, un incendio. Un incendio dove cacciare l'immobilismo, il tatticismo prudente, la vergogna di chi si era e sé, l'amnesia dei propri valori, l'opportunismo di corrente, l'onta del 101.

Un incendio dal quale il il povero pd, lo spirito di un lingotto ormai di ferro verniciato, possa, a mo' di fenice, risorgere.

Perdonatemi l'infantilismo e l'innocenza della speranza. Anche se tanto vince Renzi, anche se tanto Civati non ci riesce a cambiare il pd, anche se D'Alema rimane dov'è, anche se tanto le elezioni le vince Grillo, anche se a furia di pippe mentale il dibattito muore sul nascere.

L'averlo potuto pensare, l'aver visto gente ritrovare la speranza, l'aver visto nuovi giovani, ex delusi tornare, crederci, lottare, impegnarsi, è una gioia, una gioia per il cuore e per l'animo, una gioia.

Potrei per ore elencare motivi razionali per cui mi ritrovo nella mozione, e momenti spettacolari vissuti in questi mesi, in cui peraltro il mio impegno, paragonato a quello di moltissimi compagni, è stato più che relativo.

Ma sopra tutto rimane questo tesoretto di spirito, di sentimento, di cui nessuno potrà mai privarmi. Per me questo il significato del #vinceCivati: per me abbiamo già vinto, per me già abbiamo già compiuto un miracolo, e c'è da esserne solo che fieri.

Domani a testa alta potrò votare col sorriso, e finalmente

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